Allergie primaverili: quali sono le cause e come prevenirle

allergia primavera

Per molti l’arrivo della primavera non è esattamente un momento felice. Le persone che soffrono di allergie primaverili, infatti, proprio durante questo periodo vivono momenti di profondo disagio. I pollini, durante la primavera, hanno un’elevata concentrazione aerea, questo porta inevitabilmente a un acuirsi dei sintomi delle allergie primaverili. Ma non solo durante la primavera, purtroppo sono sempre più le persone che soffrono di allergia ai pollini anche durante gli altri periodi dell’anno, soprattutto tra gennaio e febbraio e come se non bastasse sono in aumento anche le allergie che vengono chiamate dei pollini minori rispetto a quelli definiti maggiori: parietaria e graminacee.

 Allergie primaverili, quali sono le cause

La causa principale delle allergie primaverili è il polline. A dare i maggiori problemi sono i pollini di alcune piante in particolare, vediamo le principali:

  • Graminacee
  • Paritaria
  • Nocciolo
  • Betulla
  • Ontano
  • Ambrosia

Ovviamente ce ne sono diverse altre, ma queste sono le principali. I pollini possono raggiungere le nostre vie aeree in diversi modi. Chiaramente si diffondono nell’aria, appunto, in primavera con una grande concentrazione, quindi quando usciamo e respiriamo, inaliamo discrete quantità di pollini che ci innescano la reazione allergica.

A veicolare i pollini sono anche gli animali domestici che hanno libero accesso all’esterno, come cani, gatti, piccoli roditori. Il polline si deposita sul loro pelo e quando rientrano in casa lo trasportano all’interno. Non solo. Anche mediante i cibi si possono innescare reazioni allergiche, e attenzione, parliamo sempre di allergie e non di intolleranze.

Chi è allergico alle betulacee, per esempio, può manifestare i sintomi semplicemente mangiando banane, mele o pere, mentre gli allergici alle paritarie possono avere disagio mangiando pomodori e melone, chi è allergico alle graminacee può avere problemi con piselli e basilico.

Le piante d’appartamento non sono escluse dalle cause delle allergie primaverili, anzi, proprio perché non si va a pensare che possano dare disturbi in tal senso, sovente vengono ignorate. Inoltre anche le lacche per capelli possono creare problemi, non tanto per la loro composizione, ma perché attirano i pollini e gli allergeni in genere.

Chi vive una condizione di stress e spossatezza può manifestare sintomi di allergie anche acuti e sicuramente la ripresa dagli attacchi allergici sarà più lenta rispetto a quella di altri soggetti non stressati. Vi sono poi persone che, ancora oggi, pensano che con l’arrivo della pioggia i sintomi delle allergie primaverili possano attenuarsi. Niente di più errato, infatti le piogge favoriscono la diffusione dei pollini nell’aria.

Quali sono i principali sintomi delle allergie primaverili

I principali sintomi delle allergie primaverili, come è facile immaginare, sono a carico delle vie aeree principali e delle mucose, sia quelle delle vie respiratorie che quelle oculari.

Tra i sintomi delle mucose oculari possiamo ravvisare congiuntiviti, anche edematose, forte prurito, lacrimazione, arrossamenti.

I sintomi a carico della mucosa nasale e orale sono ugualmente prurito intenso, ostruzione nasale, starnuti secrezioni acquose.

I sintomi delle vie respiratorie, invece, sono tosse stizzosa, asma, tracheite. L’asma è molto frequente tra i soggetti allergici al polline, si parla di un’incidenza del 30-40%, soprattutto negli allergici alla Paritaria.

Quando mi serve chiamare il medico?

allergia polliniSe si ravvisa uno di questi sintomi è possibile che si sia dei soggetti allergici, si deve quindi verificare se è così o meno. La cosa migliore da fare è prima di tutto osservare quando compaiono i sintomi, dove ci si trova, se in città o in campagna, se vi sono piante vicino, se la giornata è secca o umida. Si devono poi tenere in considerazione i sintomi, si può anche prendere nota su un quaderno.

Naturalmente poi si deve andare dal medico, in caso di persone anziane allettate o che non possono muoversi da casa si può prenotare una visita a domicilio tramite la guardia medica Roma e dintorni. Il medico, quindi, procederà alla diagnosi, ma come si fa? Ci sono dei test appositi atti a diagnosticare la presenza di anticorpi verso gli allergeni interessati.

Uno dei test più comunemente utilizzati è il pricktest. Il medico pone delle goccioline di diverse sostanze di allergeni e le sigla con un pennarello, quindi punge leggermente il derma, ma solo negli strati più superficiali, con una lancetta sterile. In questo modo l’allergene entra in contatto  con le cellule della pelle. A questo punto non resta che attendere circa una ventina di minuti. Laddove nella sede della puntura la cute si gonfia e forma una sorta di ponfo, significa che si è allergici a quella determinata sostanza. Il test non è doloroso e abbastanza sicuro.

Ovviamente nessun test è sicuro al 100% e questo è il motivo per cui il medico fa anche un’attenta anamnesi del paziente. Vi è poi un test ematico, il RAST test, atto a diagnosticare la presenza di IgE, quindi anticorpi specifici per un determinato allergene.

Come si curano le allergie

Le allergie non si curano, ma i sintomi possono essere tenuti sotto controllo. Solitamente vengono prescritti degli antistaminici da prendere per via orale e che vanno assunti durante il periodo primaverile. Vi sono inoltre dei decongestionanti nasali che liberano il naso anche per una giornata intera, ma si dovrebbero usare solamente per brevi periodi e dopo essersi confrontati col proprio medico. Ci sono diversi medicinali da banco in grado di contenere i sintomi delle allergie primaverili, tuttavia è sempre bene parlarne col medico curante.

Di recente vengono utilizzati anche dei vaccini mediante i quali vengono introdotti nel corpo gli allergeni, ma a piccole dosi, in modo  che l’organismo li riconosca e modifichi la sua risposta immunitaria.

La prevenzione è importante

La prevenzione è importantissima. Posto che non si possono eliminare i pollini dall’aria all’esterno, molto possiamo fare per contenerne la presenza una volta che rientriamo a casa. Ci si deve cambiare e lavare gli abiti indossati all’esterno perché possono trattenere i pollini tra le fibre. Ci si dovrebbe poi fare la doccia ogni sera prima di andare a letto, cambiare le lenzuola e utilizzare biancheria sempre pulita.

Guardare sempre il bollettino dei pollini dell’ARPA, prima di uscire, è una buona abitudine. Ovviamente non si possono ridurre i pollini all’esterno, come abbiamo già detto, ma si possono utilizzare dei dispositivi come le mascherine e i filtri nasali che aiuteranno a vivere meglio all’esterno.