Influenza 2019. Prepariamoci al suo arrivo con il vaccino. Come affrontare i mesi più critici per l’influenza a Roma

Ogni anno, l’influenza si diffonde praticamente in tutto il mondo. Comincia a circolare nelle regioni dell’Asia orientale – dove il clima è freddo e secco e il virus si trova benissimo – per poi diffondersi in entrambi gli emisferi quando le temperature scendono. Da noi, infatti, arriva in autunno/inverno.

L’influenza si trasmette con facilità da una persona all’altra attraverso le goccioline che spargiamo starnutendo o tossendo e si può prendere toccando una superficie contaminata.

Averla avuta una volta non ci impedisce di ammalarci di nuovo. Le proteine di superficie del virus cambiano in continuazione, per cui anche se l’abbiamo preso in passato, gli anticorpi che abbiamo prodotto non le riconoscono più, o le riconoscono solo in parte. Per questo il vaccino va fatto ogni anno.

Definizione di Influenza

Nel gergo comune, siamo abituati a chiamare influenza molte malattie virali respiratorie, che influenza non sono. L’influenza, quella vera, è causata da un virus specifico (qui parleremo della più importante, quella causata dal virus detto dell’influenza A) e ha alcune caratteristiche. Prima di tutto è più grave, perché può dare complicazioni anche pericolose più frequentemente rispetto alle false influenze, che sono molto più lievi e in generale guariscono da sole in tre o quattro giorni.

In secondo luogo l’influenza vera si presenta in modo singolare. I casi in Italia si verificano solitamente da Natale alla prima metà di marzo, e poi più niente. Proprio per questo è importante vaccinarsi adesso: in questo modo il nostro sistema immunitario avrà tutto il tempo di rispondere allo stimolo generato dal vaccino e sarà pronto nel momento in cui incontrerà il virus. Ovviamente, il vaccino protegge contro l’influenza, ma non ha alcuna efficacia contro tutte le altre false influenze, contro le quali il vaccino ancora non c’è.

Origini del nome

Perchè questa malattia viene definita influenza?  In antichità, avendo notato che la malattia arrivava sempre nello stesso periodo dell’anno e metteva a letto un sacco di persone e poi di colpo spariva, si pensava che la malattia fosse dovuta ad un’influenza negativa della disposizione delle stelle sulla salute delle persone, e da questa ipotesi è nato il nome che ancora oggi utilizziamo. Come mai si rende manifesta tra dicembre e marzo? In realtà non è noto saperlo. Ci sono molte teorie, ma ancora non si è giunti a una conclusione. Non sappiamo né il motivo per cui l’influenza si presenta in questo specifico periodo e neppure cosa fa di preciso il virus tra il marzo e il gennaio dell’anno successivo. Però, sappiamo che il vaccino antinfluenzale è sicurissimo, è efficace (in modo molto variabile, come vedremo meglio in futuro, ma sempre efficace), e che è bene farselo. Ovviamente non vi proteggerà da tutte le false influenze, ma da quella vera sì.

L’influenza del 2019-2020
La composizione del vaccino antiinfluenzale per l’emisfero settentrionale nella stagione 2019-2020 è la seguente:

  • antigene analogo al ceppo A/Brisbane/02/2018 (H1N1)pdm09
  • antigene analogo al ceppo A/Kansas/14/2017 (H3N2)
  • antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria/2/87)
  • antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata/16/88).

Nel caso dei vaccini trivalenti, l’Oms raccomanda, per il virus dell’influenza B, l’inserimento dell’antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria/2/87).

Il vaccino per la stagione 2019-2020 conterrà, dunque, due nuove varianti antigeniche di tipo A: una di sottotipo H1N1 (A/Brisbane/02/2018) che sostituirà il ceppo A/Michigan/45/2015, ed una di sottotipo H3N2 (A/Kansas/14/2017) che sostituirà il ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016.

I sintomi

È difficile distinguere la vera influenza da altre sindromi simil-influenzali, ma chi ha l’influenza si sente peggio e probabilmente ha febbre, mal di testa, dolori muscolari, tosse secca, mal di gola, e a volte dolore agli occhi e alle articolazioni, oltre a un improvviso senso di affaticamento.

Perché l’influenza può essere mortale

L’influenza può uccidere causando una polmonite virale, oppure facilitando la proliferazione di batteri a loro volta causa di polmonite (in particolare lo pneumocococco). I sistemi immunitari compromessi, per esempio di anziani e donne incinte, consentono al virus di riprodursi più liberamente e rendono più pericolosa la malattia.

Negli anziani l’influenza può anche provocare livelli eccessivi di infiammazione, per cui ogni anno, dopo la stagione dell’influenza, si verifica un’ondata di morti dovute a malattie scatenate dall’infiammazione, come infarti e ictus.

Terapia dell’influenza. E’ lecito l’uso di antibiotici?

Trattare con farmaci antibiotici, cioè antibatterici, tutti coloro che si ammalano di influenza è del tutto ingiustificato e potenzialmente controproducente per il paziente. Usare gli antibiotici per trattare un’infezione virale invece non significa ricorrere inutilmente alle maniere forti, ma assumere farmaci che non hanno alcun effetto contro la causa della malattia.

D’altra parte il trattamento non è del tutto innocuo. L’antibiotico, oltre ad altri possibili effetti indesiderati, agisce comunque contro i tanti batteri che contribuiscono al nostro benessere nel cosiddetto “microbiota”, cioè che convivono con l’organismo non solo a livello della mucosa intestinale, ma anche delle altre mucose e della cute.

COME CURARE L’INFLUENZA: L’IMPORTANZA DEL PARERE MEDICO

Ovviamente, non sempre si può ricorrere all’utilizzo di cure non invasive. Infatti, scegliere come curare l’influenza è una valutazione che va fatta analizzando la gravità dei sintomi che si presentano: in presenza di febbre altadolori addominalidiarreavomito o mal d’orecchie è bene consultare il proprio medico per capire se dietro a questi sintomi si nasconde una patologia più grave e, appunto, se sia il caso di ricorrere all’utilizzo di farmaci appositi.

Ricordiamo che scegliere come curare l’influenza è una valutazione che parte da sé stessi ma deve sempre essere seguita anche dal parere di un medico, laddove i sintomi stiano peggiorando.

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