Differenze tra guardia medica e pronto soccorso

pronto soccorso

Si possono trascorrere 12 ore in attesa al pronto soccorso? La risposta è si, in alcune località del nostro Paese può capitare. Michela è una donna di 73 anni che per un’emergenza ha dovuto attendere ben 12 ore, considerando anche i tempi delle visite e degli accertamenti, prima di poter tornare a casa. Questo accade fondamentalmente perché il servizio di pronto soccorso viene utilizzato, sovente, alla stessa stregua di una guardia medica, facendo perdere tempo prezioso agli operatori che sono sempre in numero inferiore rispetto a quanto richiederebbero le circostanze. Ma che differenze ci sono tra guardia medica e pronto soccorso? Quando ci si deve recare dall’uno invece che dall’altro?

Guardia medica e pronto soccorso, due servizi differenti

Michela aveva avvertito un capogiro, vertigini, nausea. Fin li sembrava essere una delle solite cervicalgie, ma quando la donna ha iniziato ad avvertire un forte formicolio su tutto il corpo e non riusciva più a muoversi, il marito ha allertato i soccorsi. L’ambulanza del 118 ha prelevato la signora e l’ha portata tempestivamente al pronto soccorso. Sistemata in una barella le era stato attribuito un codice giallo. Dopo circa un’ora aveva ricevuto la prima visita ed effettuato un elettrocardiogramma, poi era rimasta “parcheggiata” in corridoio sulla barella assieme a molti altri pazienti in attesa di visita per oltre 7 ore.

Altre 6 ore per effettuare ulteriori accertamenti, con intervalli di attesa nei corridoi, fino alle tre del mattino, quando, dopo l’ultima visita, il medico di guardia si era apprestato a compilare la documentazione dell’esito degli accertamenti.

Perché Michela era rimasta in attesa così a lungo? “I medici sono solo due, dovete avere pazienza” le avevano detto. Ma in realtà il problema non è solo il personale sotto numero, ma soprattutto il fatto che il pronto soccorso non venga utilizzato prettamente per le emergenze. Se mentre un codice giallo è in attesa e arriva un codice rosso, ovviamente quello ha la priorità, però se gli ambulatori sono impegnati con un codice verde che si trova già in fase di visita, tutto subisce ulteriori rallentamenti.

Il pronto soccorso è la scelta per chi ha un urgenza o un’emergenza, la guardia medica per tutto il resto che potrebbe essere tranquillamente valutato dal medico di base. Vediamo di fare il punto.

Il pronto soccorso è per le emergenze

La prima cosa che distingue il servizio di pronto soccorso da quello di guardia medica è il carattere di emergenza. Ci si dovrebbe recare al pronto soccorso solamente in caso di traumi, ferite importanti, se si è soggetti a rischio e si ha un malore. Insomma, il pronto soccorso andrebbe utilizzato per lo più per codici gialli e rossi, quindi da soggetti che sono rimasti coinvolti in un incidente, da anziani che soffrono di determinate patologie e si trovino in condizione di emergenza.

Invece, stando alle casistiche, le vere emergenze non superano il 15% degli accessi, vale a dire che 7 persone su 10 si recano al pronto soccorso senza averne effettiva necessità. Per fare un esempio, nella sola città di Crema, nel 2017, si sono registrati oltre 65 mila accessi, con punte di oltre 220 persone al giorno per un totale di 30 infermieri e 12 medici.

E nel resto del Paese le cose non vanno molto meglio. Va da sé che in queste circostanze il servizio non riesce a garantire prestazioni rapide sempre e comunque.

La guardia medica, cosa può fare

guardia medicaLa guardia medica garantisce un servizio di assistenza laddove il proprio medico curante non sia reperibile, come nei giorni festivi e durante le ore notturne. La guardia medica però può offrire un servizio comunque limitato, può prescrivere farmaci di prima necessità e richiedere esami specialistici urgenti, per esempio in caso di sospetta frattura può richiedere una lastra e può, laddove ne ravvisi l’esigenza, proporre un ricovero in ospedale, oltre a rilasciare un certificato medico di malattia qualora sia davvero necessario, ma con un periodo massimo di tre giorni.

In molti si chiedono poi se la guardia medica possa effettuare visite a domicilio. In realtà non è tenuta a farlo e potrebbe anche fare diagnosi al telefono, ovviamente quando fosse possibile.

Le guardie mediche private

In caso di necessità sono attivi alcuni servizi privati, ovvero a pagamento. Nella capitale, per esempio è presente una guardia medica Roma che effettua visite a domicilio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, così come è presente anche una guardia medica pediatrica a domicilio.

Si tratta di servizi privati che permettono al cittadino di ricevere la visita del medico direttamente a casa, o nell’hotel se si tratta di turisti o di chi si trova nella capitale per lavoro. Un servizio puntuale ed efficiente attivato proprio per chi non ha la possibilità di attendere le tempistiche della sanità pubblica o per chi non si può spostare da casa.

Molto utile è infatti per chi ha dei soggetti anziani allettati o con delle patologie psichiche e che quindi proverebbero grande disagio nel dover effettuare una visita presso un affollato ambulatorio. La guardia medica privata offre anche la possibilità di effettuare diverse visite specialistiche, sempre a domicilio.