Inibitori di pompa protonica (PPI): uso od abuso?

Inibitori di pompa protonica

Nel corso del Digestive Disease Week 2019   è stata presentata una relazione molto interessante sulla prescrizione di inibitori di pompa protonica (omeprazolo, esomeprazolo, pantoprazolo per intenderci) che ha raggiunto proporzioni eclatanti nelle ultime 2 decadi concomitantemente alla preoccupazione circa un loro impiego inappropriato e all’emergenza di  eventi avversi quali fratture correlate ad osteoporosi, infezione da Clostridium difficile,Broncopolmonite nosocomiale e deficit di Vitamina B12

Il Dr. C. Eke, del Baylor College of Medicine di Houston ha presentato un progetto inteso a ridurre le prescrizione dei PPI che consiste in un intervento  di consulenza educativa del paziente sull’impiego di questa categoria di farmaci soprattutto nel lungo termine. Viene fornito in sostanza un programma di scalaggio e distacco farmacologico e un algoritmo ricavato da linee guida basate sull’evidenza clinica

Lo schema di scalaggio proposto consiste nell’assunzione del farmaco  a giorni alterni per 2 settimane seguita dall’assunzione ogni 4 giorni per  2 settimane.

La sospensione dell’assunzione non veniva prescritta soltanto nelle seguenti condizioni:

  • – Esofago di Barrett,
  • – Esofagite  severa,
  • – Stenosi peptiche  da esofagite da reflusso,
  • –  Sindrome di Zollinger-Ellison,
  • – Anamnesi di emorragie gastrointestinali,
  • – Terapia cronica con Farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) in pazienti con fattori di rischio.

L’albero decisionale nello studio  si è basato sull’assunto che se i sintomi fossero stati  solo occasionali i pazienti avrebbero potuto trattarli con PPI o Antagonisti del recettore H2 (Ranitidinan.d.r.)soltanto all’occorrenza;  con l’opzione di Antiacidi o terapie non farmacologiche come calo ponderale , assunzione di cibo almeno 2-3 ore prima di coricarsi, elevazione della testata del letto ed evitamento di diete potenzialmente scatenanti i sintomi.

Durante il periodo di studio il distacco da PPI è stato del 16% e la riduzione della prescrizione inappropriata è scesa dal 77% al 52%. In particolare la prescrizione inappropriata era nel 65% dei casi associata a malattia da reflusso esofageo, nell’8,5% alla profilassi dovuta all’assunzione obbligata di FANS e nell’8,1% a dispepsia.

Nel corso di una presentazione separata il Dr. C. Howden, dell’University of Tennessee Health Science Center di Memphis ha dichiarato che la sovra prescrizione di PPI  va di certo evitata ma va altresì evitato una loro sottoutilizzazione specialmente nei pazienti con fattori di rischio, quali ulcera o emorragie gastrointestinali, che è obbligata ad  assumere aspirina o FANS

Negli USA, nel 2018, sono stati segnalati 13.754 eventi avversi correlati all’impiego di PPI da parte dei medici ed altri 876  da parte di rappresentanti legali per conto di pazienti danneggiati.

 

Bibliografia

  • Digestive Disease Week (DDW) 2019: Abstract 458. Presented May 19, 2019.
  • TherAdv Drug Saf. (2017;8: 273-297).
  • Can FamPhysician (2017;63:354-364).

Dr Vincenzo Anello

Dr Vincenzo Anello

Gastroenterologo