La fibrillazione atriale

Fibrillazione atriale

Definizione

La fibrillazione atriale si verifica quando gli atrii, da cui si origina il ritmo cardiaco, non si contraggono in maniera sincrona e pertanto “fremono” o fibrillano, ovvero battono in modo molto rapido e irregolare. Il sangue non viene pompato in modo efficiente al resto del corpo, di conseguenza ci si può sentire molto deboli o stanchi oppure riscontrare sensazioni cardiache fastidiose come un battito cardiaco accelerato o irregolare.

La fibrillazione atriale può essere:

  • Parossistica (occasionale) – di durata variabile da pochi minuti a diversi giorni, ma che si risolve in maniera spontanea.
  • Persistente – non si risolve spontaneamente bensì con la somministrazione di terapia farmacologica o l’erogazione di una particolare scarica elettrica (cardioversione) per ripristinare il normale ritmo cardiaco
  • Permanente – continuamente presente e non si risolve né con la terapia farmacologica né con la cardioversione

La Fibrillazione Atriale (FA) è il disturbo del ritmo cardiaco più frequente. Interessa l’1-2% della popolazione e le probabilità di sviluppare tale condizione aumentano con l’avanzare dell’età. Si definisce Fibrillazione Atriale un battito cardiaco che diventa irregolare e accelerato (tachiaritmia). La fibrillazione atriale affligge circa 600.000 individui in Italia.  Tra le persone di età maggiore di 40 anni, una su quattro potrà presentare nel corso della restante vita un episodio di Fibrillazione Atriale. A volte questo rimane l’unico evento, mentre in altri casi l’aritmia tende a ricorrere. Soprattutto nelle fasi iniziali, gli episodi tendono ad interrompersi spontaneamente, di solito nel giro di un paio di giorni; successivamente, la loro durata aumenta e saranno necessari degli interventi per determinarne l’arresto.

Le caratteristiche della Fibrillazione Atriale variano da individuo a individuo. Alcune persone non manifestano alcun sintomo, spesso per anni, mentre per altre i sintomi cambiano di giorno in giorno, ragione per cui il trattamento congiunto dei sintomi e della fibrillazione atriale si rivela tutt’altro che semplice. Un dispositivo di monitoraggio continuo può fornire al medico un quadro clinico più completo, mettendolo in condizione di attuare un trattamento più mirato.

Cause della fibrillazione atriale

Spesso le cause della fibrillazione atriale non sono chiare. In alcuni casi, la fibrillazione atriale è dovuta ad anomalie cardiache congenite o danni alla struttura cardiaca in seguito a infarto o cardiopatia valvolare. Anche i soggetti senza problemi cardiaci possono sviluppare una fibrillazione atriale.

Età (il rischio aumenta con l’invecchiamento; dopo i 40 anni un individuo su quattro può presentare un episodio aritmico)

  • Malattie cardiache (infarto pregresso, insufficienza cardiaca, malattia valvolare, ecc.)
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattie extra cardiache (polmonari, tiroidee)
  • Abuso di alcol
  • Storia familiare (raramente)

In un numero ridotto di casi (uno su dieci all’incirca), l’aritmia si manifesta senza una causa apparente e viene pertanto definita come “isolata”(alone).

Sintomi della fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale può manifestarsi con questi sintomi:

  • Sensazione di battito accelerato
  • Sensazioni di “batticuore”, spesso definite palpitazioni, che possono includere battiti cardiaci irregolari, martellanti o molto intensi
  • Perdita di coscienza, stordimento o vertigini
  • Affaticamento, affanno o debolezza
  • Fastidio o dolore al torace

In alcuni soggetti i disturbi possono essere molto lievi o addirittura assenti e l’aritmia viene scoperta occasionalmente durante una visita medica eseguita per altri motivi. In presenza di sintomi o segni suggestivi della presenza di una Fibrillazione Atriale è opportuno che il medico di famiglia invii il paziente a consulto presso un elettrofisiologo (un cardiologo che si occupa delle aritmie cardiache); nei casi di maggiore gravità è invece necessario un rapido accesso al Pronto Soccorso.

Fattori di rischio e  conseguenze della fibrillazione atriale

Fattori di rischio controllabili

  • Colesterolo alto
  • pressione sanguigna alta
  • Cardiopatia
  • Fumo
  • Sovrappeso
  • Caffeina
  • Abuso di alcol
  • Sedentarietà
  • Alcuni farmaci
  • Apnea notturna

Fattori di rischio non controllabili

  • Anamnesi familiare
  • Invecchiamento
  • Difetti cardiaci congeniti

Un ictus su 4 è causato dalla Fibrillazione Atriale ed è molto più severo di un ictus provocato da altre cause. Il rischio di incorrere in un ictus non è uguale in tutti i soggetti ed aumenta con l’età avanzata, la presenza di diabete mellito, ipertensione arteriosa, riduzione della funzione di pompa del cuore, malattia delle arterie o in coloro che hanno già presentato una ischemia cerebrale.

Un’altra possibile conseguenza negativa della Fibrillazione Atriale è rappresentata dalla riduzione più o meno grave della funzione di pompa del cuore (insufficienza cardiaca). Questo avviene solitamente in soggetti predisposti e soprattutto quando la frequenza di contrazione del cuore rimane a lungo molto elevata.

Diagnosi

Rilevare e quantificare la fibrillazione atriale può essere un’operazione complessa. Il medico può ricorrere ad uno o più degli esami che seguono per stabilire se il paziente presenta o meno fibrillazione atriale:

  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Prova da sforzo
  • Dispositivi di monitoraggio a lungo termine

Diagnosticare una condizione di Fibrillazione Atriale è importante, perché questo problema cardiaco può contribuire oltre che all’insorgenza di un ictus anche allo sviluppo di un infarto. La diagnosi, tuttavia, può rivelarsi difficile in quanto la Fibrillazione Atriale è un evento imprevedibile e i sintomi non sono sempre evidenti. Per questo la collaborazione del soggetto è importante. Il medico o il team che seguono il caso avranno bisogno di indicazioni dettagliate in merito ai sintomi oltre che dei dati relativi all’attività elettrica cardiaca. Se il medico ha motivo di sospettare che la Fibrillazione Atriale sia correlata a una condizione cardiaca occorrerà eseguire degli esami diagnostici per raccogliere informazioni sull’attività dell’organo.

L’impatto sociale dell’ictus è enorme, essendo la prima causa di disabilità al mondo. Ciò nonostante, i dati disponibili in Italia indicano un sotto-trattamento delle persone con Fibrillazione Atriale, anche in quelle ad alto rischio. Un’elevata percentuale (circa il 50%), soprattutto gli anziani, nonostante una chiara indicazione al trattamento con anticoagulanti, non riceve alcuna cura specifica, oppure è in terapia con farmaci antiaggreganti la cui efficacia è limitata. A questi si devono aggiungere le persone attualmente in trattamento con l’anticoagulante orale walfarin che, nonostante frequenti monitoraggi e aggiustamenti della dose, presentano valori fuori range terapeutico in una proporzione variabile dal 30 al 50%.

Da quando sono disponibili i NAO, che non necessitano di un monitoraggio della coagulabilità ematica in laboratorio, con significativo vantaggio gestionale sia per la persona che per il Sistema Sanitario, è caduta un’altra barriera verso l’obiettivo di ottimizzare la percentuale di persone con Fibrillazione Atriale che siano correttamente scoagulate.