Le malattie di primavera

Le malattie hanno una loro stagionalità e seguono un vero e proprio ‘calendario’. L’inverno per l’influenza, la primavera per la varicella, l’estate per la gonorrea e poliomielite, l’autunno per la malattia di Lyme. Attraverso la classificazione “malattie di primavera” spesso si tende a prendere in considerazione solamente le allergie primaverili che insorgono soprattutto per la comparsa di pollini. In particolare, la fioritura delle piante renderebbe la primavera la stagione dei raffreddori con l’80% degli italiani colpiti quotidianamente da forti raffreddori e starnuti dovuti principalmente al sudore e a raffreddamenti dovuti ai repentino cambi di stagione e di temperatura.

Tuttavia, le malattie di primavera comprendono patologie più gravi e complesse che colpiscono principalmente i bambini. In questo caso si parla propriamente di “patologie esantematiche” e le più frequenti sono:

La rosolia, prodotta da un virus del genere Rubivirus, si manifesta generalmente con una sintomatologia lieve. I principali sintomi riguardano la comparsa di piccole macchie rosse e piatte, gonfiore dei linfonodi alla base della nuca, sul retro del collo e dietro le orecchie. La trasmissione avviene per contagio diretto dal malato al sano, attraverso saliva e secrezioni nasofaringee. Per prevenire la rosolia è consigliato il vaccino combinato Morbillo-Parotite-Rosolia.                        

Il morbillo, causato dal virus del genere Morbillivirus, è un’infezione acuta altamente contagiosa che colpisce soprattutto i bambini tra gli 1 e i 3 anni. La trasmissione avviene per via aerea e i primi sintomi somigliano a quelli dell’influenza in quanto dopo alcuni giorni la febbre inizia a crescere e compaiono macchie bianche sulle guance che, successivamente, diventano di coloro rosso-brune e si estendono sul corpo. Non esiste una vera e propria terapia, ma vengono utilizzati alcuni medicinali per alleviare il malessere, come paracetamolo e ibuprofene. Possono manifestarsi complicazioni, anche serie, e il modo più efficace di prevenire la malattia è farlo attraverso la vaccinazione.        

 La varicella, provocata causata da un batterio della famiglia degli Herpes. Si tratta di una malattia infettiva molto contagiosa e si manifesta inizialmente con un senso di generale malessere accompagnato da picchi di febbre. Nei bambini, spesso, insorgono subito delle macchie rosse lievemente rilevate che diventano, nel giro di poche ore, vescicole pruriginose. La terapia è volta ad alleviare i sintomi più fastidiosi come il prurito, per cui si può assumere un antistaminico, e la febbre, con trattamento a base di paracetamolo. Se la varicella è contratta da una donna in gravidanza nel corso dei primi due trimestri, può trasmettersi al feto causando l’embriopatia. È importare sottolineare che se la madre contrae la malattia subito prima o dopo il parto, si può verificare nel neonato una grave forma di varicella, fatale nel 30% dei casi. Tuttavia, una volta scomparsa la malattia, il virus rimane latente e può risvegliarsi a distanza di molti anni (avviene 10/20% dei casi), dando luogo all’herpes zoster, meglio noto come fuoco di Sant’Antonio.

 

La scarlattina, chiamata anche quarta malattia, è una patologia infettiva batterica acuta dovuta allo Streptococco beta emolitico di gruppo A, che colpisce soprattutto i bambini in età scolare, ma che può ripresentarsi più volte nel corso della vita. La trasmissione è facilitata negli ambienti affollati e avviene attraverso il contatto con le secrezioni respiratorie di soggetti con infezioni streptococciche in atto. Tra i sintomi più frequenti vi sono il mal di gola, il vomito, la febbre, i brividi e mal di testa. Inoltre, la lingua viene coperta da una patina bianca che poi arrossa. Dopo alcuni giorni compare il tipico esantema con una miriade di piccole macchioline rossastre. La scarlattina, a differenza dalle altre malattie esantematiche, viene trattata esclusivamente con terapia antibiotica.                              

L’eritema infettivo, riconosciuto anche come quinta malattia o megaloeritema, è un’infezione virale benigna dell’età infantile, caratterizzata da febbre e dalla comparsa di tipiche macchie rossastre sul viso (esantema facciale) che conferiscono un aspetto a “guance schiaffeggiate”. È detta quinta malattia perché, in ordine cronologico, è la quinta malattia esantematica ad essere stata identificata.È causata dal parvovirus B19 (appartenente alla famiglia dei parvoviridae e diffuso in tutto il mondo) ed è altamente contagiosa durante il periodo di incubazione essendo trasmessa attraverso le secrezioni respiratorie (emesse con tosse e starnuti), il contatto con superfici e oggetti contaminati e anche con il sangue infetto.Colpisce i bambini in ambiente scolastico, senza differenze significative tra maschi e femmine, verso fine inverno e in primavera, ma può essere contratta in qualsiasi periodo dell’anno. I picchi di epidemia si verificano, in genere, ogni 3-4 anni. Sebbene la comparsa delle macchie (esantema) possa destare allarme, si tratta comunque di un’infezione leggera, che si risolve naturalmente in 1-3 settimane, e rende immuni per tutta la vita. Ciò significa che dopo esserne stati colpiti la prima volta non ci si ammalerà più di quinta malattia anche se si dovesse venire nuovamente a contatto con il virus.L’infezione da parvovirus B19, tuttavia, in alcuni casi può essere molto seria e causare complicazioni importanti, in particolare, in quelle persone che hanno qualche forma di anemia o un sistema immunitario indebolito. Inoltre, nelle donne in gravidanza l’infezione può causare seri problemi alla salute del nascituro, grazie alla capacità del virus di attraversare la placenta.           

La sesta malattia, nota anche come Esantema Critico, Subitum o Roseola Infantum, è un esantema virale trasmissibile mediante secrezioni respiratorie e si manifesta con alcuni giorni di febbre alta, che può scomparire improvvisamente lasciando il posto alla comparsa di un esantema rosa e piatto. Non è prevista una terapia specifica, ma il pediatra può prescrivere antifebbrili al fine di abbassare la temperatura corporea.

Tutte queste malattie devono fare il loro corso, si può cercare di attenuare il prurito, la febbre e i dolori generici, per il resto spariranno da sole dopo il loro normale decorso clinico.

Si può inoltre aiutare i bambini colpiti a sentirsi meglio facendo attenzione all’alimentazione, facendoli bere molto per mantenerli idratati. Fondamentale inoltre cercare di contenere il contagio sia in casa, soprattutto se ci sono altri figli, che verso tutte le persone con le quali si condivide la vita sociale.