Pene curvo: cause, incidenza e cure

Cosa comporta questa patologia, quando è necessaria la chirurgia e come si può risolvere.Iniziamo a dire che bisogna fare una distinzione della curvatura peniena tra la forma acquisita e quella congenita. La congenita è presente sin dalla nascita mentre la forma acquisita detta anche Induratio Penis Plastica o Malattia di La Peyronie può presentarsi in seguito a traumi o incidenti.

La Malattia di La Peyronie, è una patologia caratterizzata da una fibrosi (placca) della tunica albuginea (il rivestimento dei corpi cavernosi del pene). Colpisce prevalentemente uomini di mezza età, con una incidenza di circa il l 9%.La causa precisa di questa malattia non è conosciuta, sono state avanzate numerose ipotesi: infiammatorie, immunologiche, infettive ed anche genetiche. Attualmente, l’ipotesi più probabile è che dei microtraumi a livello del pene durante l’attività sessuale producano delle piccole lesioni comportando un processo infiammatorio e successivamente fibrosi sino ad arrivare alla vera e propria placca

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi di IPP è abbastanza semplice nel caso in cui il paziente osserva nel tempo la presenza della curvatura durante l’erezione. Nelle fasi iniziale si può avere anche dolore sempre durante l’erezione, perdita della lunghezza del pene e nel 50% dei casi si può associare anche una disfunzione erettile.

Per disfunzione erettile si intende una erezione insufficiente da poter avere un rapporto sessuale completo.

Per quanto riguarda all’esame obiettivo invece si può evidenziare la presenza di fibrosi o addirittura una placca palpabile a livello dell’asta peniena confermata magari dopo una ecografia.

Qual è l’impatto della malattia sulla qualità di vita dei pazienti?

La maggior parte dei pazienti con IPP riferiscono che la malattia ha un profondo impatto sulla propria qualità di vita, sino a provocare gravi disturbi e perdita dell’autostima. Si fa fatica a parlarne, molte volte per vergogna ma oggi abbiamo una buona soluzione definitiva del problema.

Quali sono le opzioni terapeutiche attualmente disponibili?

La terapia si distingue in due grandi capitoli: trattamento non chirurgico e trattamento chirurgico. L’utilizzo di integratori, ionoforesi o laser possono essere impiegati nella fase iniziale della malattia (fase acuta, infiammatoria), per attenuare o cercare di bloccare la progressione della malattia e la trasformazione della fibrosi in placca

Vi sono poi, dei farmaci locali recentemente sperimentati e con ottimi risultati attraverso la somministrazione intra-placca. Si tratta di una collagenasi di Clostridium histolyticum, un enzima che distrugge il tessuto fibrotico determinando un netto miglioramento del grado di curvatura.

Infine abbiamo la terapia chirurgica riservata a quei casi in cui la curvatura è tale da compromettere l’attività sessuale parliamo di curvature superiori ai 75 gradi o quando si associa una disfunzione erettile.

Qualora la terapia orale o altre forme terapeutiche tipo la iniettiva non dovessero funzionare?

* Si procede all’impianto protesico.

Di cosa si tratta realmente? Sono dei dispositivi medici o meglio chiamate protesi peniene. Possono essere suddivisi in due grandi categorie: non-idrauliche ed idrauliche. Le protesi non-idrauliche, anche dette semirigide, comprendono le protesi soffici, le malleabili e le meccaniche (ormai poco utilizzate).Quelle idrauliche, le più usate, sono costituite da tre componenti: un serbatoio, una pompa e due cilindri.Sono connesse tra di loro e funzionano come un sistema idraulico.Nel serbatoio è presente dell’acqua – quando l’uomo vuole espletare un rapporto sessuale schiaccia la pompa (posizionata nello scroto), l’acqua refluisce dal serbatoio all’interno dei cilindri ed ha una buona erezione. Nel momento in cui finisce il rapporto sessuale, c’è un pulsantino nella pompa schiacciandolo l’acqua refluisce dai cilindri al serbatoio. Molto spesso, questi dispositivi generano diffidenza perché fanno pensare ad un effetto meccanico: in realtà, è stato registrato un grado di soddisfazione superiore al 90% tra i pazienti e le loro patner.

Prof. Salvatore Sansalone

Prof. Salvatore Sansalone

Urologo – Andrologo

Consultant for Genito-Urethral Reconstructive Surgery
Vice President of MAB Society
Consultant Urologist of the Health Ministry
Senior Lecturer in Urology
Dept of Experimental Medicine and Surgery
University Tor Vergata, Rome, Italy