Allergie estive: le più comuni

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Chi pensa che il tempo delle allergie sia prettamente quello primaverile sta sbagliando. Purtroppo per chi ne soffre, anche l’estate è un momento dell’anno in cui determinate allergie fanno comparire i loro sgraditi sintomi, quindi causando sostanzialmente disturbi abbastanza simili a quelli che si possono ravvisare durante la primavera. In generale non si tratta di nulla di grave quanto fastidioso, tuttavia ci sono alcune circostanze in cui l’allergia può comportare delle complicanze anche gravi, vediamo quindi come fronteggiare queste situazioni e cosa si deve fare per capire se si soffre di allergie estive.

Allergie estive, quali sono le cause

Purtroppo le allergie estive sono molto spesso sottovalutate, il punto è che si pensa che le allergie siano una prerogativa della primavera, che in effetti è il periodo in cui più comunemente le allergie diventano sintomatiche. Capita però che durante l’estate molti ravvisino sintomi allergici, ma non sappiano riconoscerli, pensando che appunto sia impossibile, dato il periodo, si tratti di vere allergie.

E così naso che cola, starnuti continui, pruriti vari alla gola e agli occhi, vengono trascurati e “sedati” con un “tanto non è niente”, fino a stare male davvero, con grossi fastidi, lacrimazione copiosa e ad arrivare a veri e propri attacchi d’asma. Ma cosa causa le allergie estive? Per la maggior parte di queste si tratta di reazioni ad allergeni quali i pollini.

Durante l’estate, infatti, vi sono diverse piante che si stanno sempre più diffondendo, come l’ambrosia, presente soprattutto lungo i bordi delle strade e lungo i binari dei treni. Sempre durante la stagione estiva sono presenti le graminacee, a cui moltissime persone sono allergiche, ma anche l’artemisia, l’amaranto, il cardo russo, la gramigna rossa e blu, la coda topo, o codolina.

Il picco allergico dell’allergia estiva

Il picco massimo in cui si possono ravvisare pruriti estivi o febbre da fieno, oltre anche agli altri sintomi prima descritti, è ad agosto e cioè quando i pollini si spargono nell’aria e possono arrivare anche a viaggiare per oltre 100 km rispetto a quella che è la loro posizione originale, se il vento è favorevole. Questo significa che si possono manifestare i sintomi dell’allergia anche se la pianta non è nei paraggi.

Altre cause dell’allergia estiva

Un’altra causa delle allergie estive è l’inquinamento atmosferico. La cappa di ozono che si forma quando le temperature salgono, fa si che gli allergeni sviluppino il loro potenziale, acuendo i sintomi di chi è allergico. Ci sono poi le punture degli insetti, e anche qui l’effetto dell’allergia varia a seconda della sensibilità. Ci sono persone che manifestano reazioni anche per le punture delle zanzare, quindi ponfi e prurito, ma anche vescicole con siero che possono infettarsi.

Le vespe causano gravi reazioni allergiche nelle persone sensibili, e qui si può iniziare a parlare di vero e proprio pericolo perché un evento quale lo shock anafilattico mette a repentaglio la vita del soggetto che lo manifesti. Anche insetti come le formiche rosse possono dare un’allergia che può sfociare in shock anafilattico. Ai primi sintomi si deve correre nel più vicino pronto soccorso o chiamare il 118 in modo da intervenire tempestivamente.

Allergie alimentari

Le allergie alimentari non si verificano solamente durante la stagione estiva, sia chiaro, tuttavia, vi sono degli alimenti che durante l’estate vengono consumati con maggiore frequenza e pertanto determinano un aumento dei casi. Si tratta per lo più di crostacei e pesce. Bisogna poi distinguere tra allergia e intolleranza. Infatti, nel primo caso si ha una produzione di istamina, la sostanza che il corpo produce per difendersi da un qualcosa che viene classificato come “estraneo”, mentre nel secondo i tratta di un alimento che il corpo non tollera, come per esempio il latte nelle persone che sono carenti di lattasi.

Molto comune è l’allergia ai crostacei e ai molluschi. I crostacei sono: gamberetti, mazzancolle, granchi, scampi, aragoste, astici, granseole, e così via. Sebbene si tratti di un alimento prezioso nella nostra dieta, ricchi di vitamine e proteine, nei soggetti allergici possono dare luogo a sintomi anche molto fastidiosi e assieme ai molluschi non dovrebbero essere tra gli alimenti della dieta dei bambini più piccoli.

allergie estiveTra i sintomi più comuni si riscontrano nausea e vomito, diarrea, orticaria, difficoltà respiratoria, problemi di deglutizione, raucedine, pallore, bradicardia.

Diverso è invece il caso del consumo del pesce crudo. In questo caso si è allergici all’anisakis, un parassita che di norma si trova, appunto, nelle carni dei pesci crudi. A destare maggiori preoccupazioni è l’infiammazione intestinale causata da infezione. Il pesce crudo, anche quello utilizzato per fare il sushi, deve sempre essere abbattuto a una temperatura di -20°. I frutti di mare non contengono l’anisakis, così come il pesce cotto.

I sintomi di quest’infezione sono forti dolori addominali, nausea e vomito, causati dal parassita che può arrivare perfino a bucare l’intestino.

Per essere precisi, una volta ingerito il pesce contenente l’anisakis, i soggetti si sensibilizzano, si formano così le IgE specifiche, quindi quando il parassita viene ingerito nuovamente, si scatenano gravi reazioni allergiche che hanno come sintomi nausea, vomito, orticaria, fino ad arrivare all’anafilassi.

Come si scopre di essere allergici?

Ovviamente i sintomi inducono a fare delle supposizioni ma una diagnosi si può avere solamente con le analisi del sangue. Ci si deve quindi recare presso un laboratorio e sottoporsi a un prelievo. Tuttavia, nel caso di persone anziane o bambini piccoli è preferibile richiedere un servizio privato di prelievi direttamente a casa.

Ci sono servizi di prelievo a domicilio Roma, se si vive nella capitale, che permettono di fare una diagnosi rapidamente senza doversi recare presso gli ambulatori o laboratori pubblici, evitando code e disagi. Nel giro di qualche giorno si riesce quindi a scoprire se e a cosa si è allergici, in modo da potersi regolare di conseguenza sia mediante l’uso di farmaci che evitando gli allergeni.

In caso di allergie alimentari, infatti, si dovranno evitare tutti quegli alimenti che causano la comparsa dei sintomi, nel caso dei pollini, invece, si possono acquistare dei filtri nasali da inserire nelle narici all’occorrenza, o dei farmaci antistaminici.