Cirrosi epatica: sintomi e farmaci per questo disturbo

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La cirrosi epatica è un disturbo a carico del fegato. La patologia si manifesta con un lento e progressivo deterioramento di quest’organo che, a causa delle lesioni croniche, smette di funzionare correttamente. A causare il cattivo funzionamento del fegato sono le cicatrici che si formano a sostituzione del tessuto epatico sano. L’organo non è più in grado di eliminare batteri e tossine dal sangue quindi di controllare le infezioni, ma non solo, non può nemmeno produrre le proteine che servono a regolare la coagulazione del sangue e vengono inibite numerose altre funzioni fondamentali.

Cirrosi epatica, di cosa si tratta

Prima di parlare della cirrosi epatica dobbiamo aver chiaro il ruolo del fegato. Quest’organo, se è sano, riesce a rigenerare la maggior parte delle sue cellule qualora fossero danneggiate. Nel caso di insorgenza della cirrosi, però, tale capacità rigenerativa viene persa: il fegato non riesce a rinnovare i suoi tessuti.

Grazie al fegato il nostro organismo è in grado di produrre la bile, che contribuisce all’assorbimento dei grassi, tra cui anche il colesterolo, ma serve anche per produrre vitamine liposolubili, quali la A, la E, la D e la K.

Altre funzioni importanti del fegato, come abbiamo visto prima, sono quelle di controllare le infezioni, produrre le proteine che regolano la coagulazione del sangue, controllare il processo di elaborazione di alcuni nutrienti, di farmaci e di ormoni.

Va da sé che un cattivo funzionamento di quest’organo pregiudica tutte queste funzioni.

Cause della cirrosi epatica

Come spesso accade per altre patologie, anche la cirrosi epatica non può essere imputabile a un’unica causa, anzi, si può dire che sono diverse.

Sicuramente, però, il consumo di alcol, l’obesità e l’epatite C sono tra le più comuni. Queste possono essere cause a sé stanti o concause l’una dell’altra, il risultato non cambia.

Un unico trauma, tuttavia, da solo non è sufficiente a causare una cirrosi, occorrono diversi anni di lesioni che si cronicizzano per sviluppare la cirrosi. Le cause più frequenti comunque sono:

L’epatite cronica C. Questo è un virus che si trasmette mediante il contatto col sangue della persona infetta. A causa del contagio il fegato s’infiamma e può subire gravi danni che, nel corso del tempo, possono sfociare in cirrosi.

L’epatite cronica B e D sono ugualmente una causa di cirrosi. L’epatite B è un’infezione del fegato che si trasmette mediante contatto del sangue o rapporto sessuale con la persona infetta. Esattamente come l’epatite C, anche la B causa alla lunga l’insorgenza della cirrosi. L’epatite D, invece, si manifesta solo nei soggetti che già hanno contratto l’epatite B.

Ci sono anche forme di epatite autoimmune che causano gravi danni epatici e l’insorgenza della cirrosi. Si pensa che la causa sia da ricercare nella genetica. Il 70% delle persone colpite sono di sesso femminile.

La malattie del fegato, spesso, sono riconducibili a un abuso di alcol, ma naturalmente anche in questo caso si tratta di un percorso molto lungo, che può durare anni, prima di causare danni irreparabili al fegato. Anche i casi di obesità che degenerano in corrosi sono in aumento.

Vi sono poi patologie che vanno a distruggere i dotti biliari e che portano allo sviluppo di una cirrosi biliare. In quella primaria i dotti biliari si infiammano fino a essere talmente danneggiati da scomparire, in quella secondaria si può verificare in seguito a intervento chirurgico se i dotti vengono feriti o cuciti in modo errato.

I principali sintomi della patologia

La sintomatologia di questa condizione è abbastanza varia, addirittura molte persone soffrono di cirrosi in modo completamente asintomatico, almeno al principio.

Tra i sintomi che però si verificano durante il corso della malattia si annoverano una forte stanchezza, nausea, debolezza, perdita dell’appetito, vomito, capillari e vene ben visibili. Si possono verificare inoltre perdita di peso, gonfiore e dolore addominale. Un segnale inconfondibile è invece l’itero, che però non è sintomo solo della cirrosi, quindi la cosa migliore da fare, al manifestarsi dei primi sintomi, è quella di recarsi preso il proprio medico.

Se si preferisce un’assistenza domiciliare, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, soprattutto in caso di pazienti disabili o allettati, si può contattare la guardia medica Roma, un servizio medico a domicilio rapido e affidabile.

Come si diagnostica la cirrosi epatica

Per effettuare una corretta diagnosi ci si basa su un’anamnesi dei sintomi e sulla valutazione di eventuali fattori di rischio.

Il medico può quindi effettuare degli esami ematici, degli esami di imaging e un esame fisico. L’anamnesi ha un ruolo molto importante, così come l’esame clinico dell’addome dove si può valutare se il fegato appaia dilatato o rigido. Tra gli altri esami che possono essere prescritti troviamo una risonanza magnetica o un’ecografia o una tomografia computerizzata.

Il fegato può anche essere visitato in laparoscopia, una piccola telecamerina collegata a una sonda. Non sempre + necessaria la biopsia.

Per valutare il grado di severità della cirrosi si utilizza il punteggio MELD che si basa su tre esami epatici che ne valutano la capacità di coagulazione, la bilirubina e la creatinina.

La cura

La cura va scelta in base a quella che è la causa dell’insorgenza della cirrosi, ma non si può parlare di cura quanto di terapie mirate al rallentamento della progressione della patologia o al trattamento e alla prevenzione delle complicanze. Fondamentale è comunque seguire una dieta priva di alcol e nutriente.