Vaccini, perché in Italia è obbligatorio farli?

Sono già passati alcuni mesi dalla conversione del decreto legge n. 73 del 7 giugno, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, ma ancora ci si interroga sul perché i vaccini in Italia siano obbligatori quando in ben 15 Paesi che fanno parte dell’Unione Europea l’obbligo non esiste. C’è ancora molta confusione riguardo la Legge 119 fortemente voluta dal ministro Lorenzin, molto malcontento non tanto riguardo alla pratica vaccinale, ritenuta dai più giusta, quanto sull’obbligo. La domanda ancora oggi più frequente è se davvero ci fosse bisogno di imporre una vaccinazione multipla prima di tentare le altre strade Cerchiamo di fare chiarezza.

Vaccini obbligatori, le ragioni dell’ISS

Dall’agosto scorso, quando il DL 73 è stato convertito nella Legge 119, in Italia si è passati da 4 vaccini obbligatori a 10. Per molti è stato un abuso da parte dello Stato e i cosiddetti no-vax, o free-vax, hanno manifestato praticamente in tutte le piazze d’Italia per opporsi alla legge. Ma quali sono le ragioni per cui tale obbligo è stato imposto in un Paese dove non sembrava essere necessario arrivare a tanto?

L’Iss ha pubblicato sul suo sito ufficiale un documento che mostra l’analisi dell’impatto epidemiologico delle patologie per cui il decreto ha reso obbligatorie le vaccinazioni. Si tratta di un documento stilato dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità che è stato consegnato alla Commissione di Igiene e Sanità del Senato durante il processo di conversione del decreto.

Ma cosa dice il documento? In pratica che fino al 2012, grazie all’alto livello di copertura vaccinale, l’incidenza delle malattie che si possono prevenire attualmente mediante le vaccinazioni ha subito un forte decremento, questo in contrapposizione all’incidenza della varicella per la quale, invece, non esiste un programma nazionale di vaccinazione dei nuovi nati, non fino alla conversione del decreto legge.

Negli ultimi anni, invece, si è assistito a un forte calo delle coperture vaccinali, incrementate secondo il ministro Lorenzin dalla diffusione delle fake news sul web. Questo calo, sempre secondo i promotori delle vaccinazioni di massa, potrebbero portare alla ricomparsa di malattie ormai debellate da diversi anni e al fallimento del piano di eradicazione del morbillo.

Incidenza del morbillo in Italia

Ricordiamo che il DL è stato varato proprio a causa dell’epidemia di morbillo, o meglio, dell’incidenza rilevata quest’anno. I casi registrati sono oltre 4 mila dall’inizio dell’anno e si contano anche 4 morti, sebbene si tratti di soggetti già fortemente compromessi e debilitati da altre malattie. L’età media delle persone colpite dal morbillo nel nostro Paese è di 27 anni, e questo comunque induce a pensare che si tratti di soggetti mai vaccinati o vaccinati con una sola dose di vaccino antimorbillo. Si ritiene che con due dosi di vaccino si possa arrivare a un’immunizzazione sufficiente del soggetto.

Ma perché si teme tanto il morbillo quando fino a qualche anno fa lo si passava serenamente a casa in età pediatrica? In realtà il morbillo, lo dice la parola stessa, è un piccolo morbo, quindi se il soggetto è sano la malattia dovrebbe risolversi senza problemi nel giro di pochi giorni. Purtroppo però vi sono delle complicanze che possono sopraggiungere, complicanze anche molto serie, fino alla morte. Secondo la teoria dell’immunità di gregge, con un’alta copertura vaccinale si può raggiungere un’immunizzazione ideale per proteggere sia i soggetti vaccinati che quelli impossibilitati alla vaccinazione, impedendo dunque al virus di circolare.

Per raggiungere l’immunità di gregge occorre raggiungere il 95% di copertura, almeno per quanto riguarda il temuto morbillo, ma a causa del calo delle vaccinazioni da 2013 si è registrato un drastico calo delle coperture.

Cosa dicono i no-vax

Qui bisogna fare necessariamente un distinguo tra chi si definisce antivaccinista tout court e chi, invece, mostra solo delle perplessità sulla legge. Lasciando le teorie tipicamente no-vax, vediamo quali sono le ragioni dei genitori che vorrebbero la libertà di scelta.

Il grido che si è levato durante tutte le manifestazioni nelle piazze è stato: se c’è rischio non ci deve essere obbligo. Ora, quanto rischio c’è davvero nell’effettuare delle vaccinazioni? I medici sono tutti, o quasi, concordi nel dire che i vaccini sono assolutamente sicuri, tuttavia i genitori e gli obiettori si rifanno ai cosiddetti bugiardini dove sono riportati diversi effetti avversi.

I vaccini sono dei farmaci (non esattamente in quanto non vengono sperimentati seguendo lo stesso iter) e come tali hanno effetti indesiderati. L’AIFA riporta diversi casi di reazioni avverse, dalle più blande a quelle più serie, sebbene i numeri non siano elevati. Ma allora dove si trova la verità? Perché esiste una legge che risarcisce i danneggiati da vaccino? Perché i danneggiati da vaccino esistono, lo hanno dichiarato medici e tribunali, sebbene si tratti di casi estremamente rari. Tuttavia un rischio sussiste.

Davanti a tale rischio i genitori chiedono di poter effettuare dei controlli e delle analisi pre vaccinali atte a verificare lo stato di salute dei propri figli. Il Ministero risponde che tali esami sono inutili e costosi, quindi si è venuto a creare un braccio di ferro che sembra non essersi ancora concluso.

Cosa cambia con l’entrata in vigore della Legge 119

Con l’introduzione della Legge 119 diventano obbligatorie 10 vaccinazioni per i bambini di età compresa tra 0 a 16 anni a seconda della coorte di nascita. I vaccini obbligatori sono anti-difterite; anti-polio; anti-tetano; anti-pertosse; anti-epatite B; anti-haemophilus influenzae B; anti-morbillo; anti-parotite; anti-varicella; anti-rosolia. I vaccini diventano requisito necessario per essere ammessi ai nidi e alle scuole d’infanzia, mentre non lo sono per la scuola dell’obbligo.

La mancata somministrazione delle vaccinazioni comporta la comminazione di una sanzione fino a 500 euro. I bambini e i ragazzi immunizzati in seguito a malattia sono esonerati dalla vaccinazione.

Era davvero necessario l’obbligo?

Alla luce di tutto questo ci si domanda se fosse davvero necessario imporre un obbligo o se forse non sarebbe stato meno traumatico (e forse più convincente) attuare delle campagne di informazione in modo da accompagnare i genitori in un percorso che comunque può fare paura se non si hanno le giuste informazioni e ci si ferma alla sola lettura di ciò che si trova sul web: tutto e il contrario di tutto.