Influenza 2017, siamo davvero fuori rischio?

influenza

L’influenza ogni anno mette a letto tantissimi italiani. Il picco, generalmente, si ravvisa durante i mesi invernali, con sintomi parainfluenzali tra febbraio e marzo, ma siamo davvero fuori pericolo ora che ci accingiamo a godere delle meritate vacanze, o dobbiamo comunque aspettarci qualche brutta sorpresa?

Che cos’è l’influenza e quali sono le sue cause

La parola influenza indica una serie di sintomi che caratterizzano quella che è una patologia che affligge tantissimi italiani ogni anno, data la sua alta contagiosità, ed è dovuta a dei virus. Generalmente la malattia ha un decorso benigno nei soggetti sani, ma può diventare anche molto rischiosa per chi ha già una salute compromessa, chi è immunodepresso, negli anziani, nei bambini molto piccoli. Le complicanze più gravi possono richiedere anche il ricovero in ospedale. In alcuni casi particolari si può rischiare anche il decesso.

In questo 2017 i virus che hanno causato l’influenza sono stati soprattutto i virus A/Michigan/45/2015 (H1N1), B/Brisbane/60/2008 e A/Hong Kong/4801/2014, virus che hanno causato l’influenza anche lo scorso anno.

Come si contrae l’influenza

Come abbiamo visto si tratta di una serie di virus molto contagiosi, per cui contrarre l’influenza non è difficile, al contrario, anche i soggetti sani possono rimanere contagiati. Ma come avviene il contagio? Soprattutto per via aerea, basta uno starnuto o un colpo di tosse per immettere in circolo tantissime goccioline virulente, basti pensare che queste si spargono nell’aria anche a una distanza di 2 metri, per poi approdare nella bocca o nel naso di soggetti che, con un’alta probabilità verranno infettati. A questo punto l’incubazione può durare alcuni giorni, da 3 a 7, e può essere assolutamente asintomatica. Questo significa che chi è stato contagiato, non avendo sintomi durante l’incubazione, può contagiare lui stesso diverse persone. I virus dell’influenza più difficilmente si contraggono toccando superfici con le quali sono entrati in contatto i soggetti infetti.

Una buona norma per ridurre le possibilità di contagio è senza dubbio quella di lavarsi le mani spesso, soprattutto se si viaggia sui mezzi pubblici, luogo ottimale per la diffusione dei virus. Ma si dovrebbero, più in generale, evitare i luoghi affollati, dove possibile.

Quali sono i principali sintomi dell’influenza

Quando si dice “mi sento tutto spezzato e indolenzito” ecco, in due parole si descrivono i principali sintomi dell’influenza. Tra tutti i sintomi, quello della febbre è tra i più comuni, può non essere una febbre importante, in genere si possono riscontrare 38-39 circa, in rari casi può essere più elevata, con più facilità nei bambini e con convulsioni. Prima della febbre si possono avvertire brividi diffusi in tutto il corpo, indolenzimento alla muscolatura, ma anche mal di testa, tosse, mal di gola, naso che cola, bruciore agli occhi, occhi rossi, diminuzione dell’appetito e una sensazione di torpore, o stanchezza. In alcuni casi si può rilevare anche diarrea e vomito, in genere con più frequenza nella popolazione pediatrica.

Solitamente, quando il decorso è benigno, non c’è bisogno di assumere farmaci, anche perché l’antibiotico, quando si tratta di virus, non è efficace e, soprattutto, non dovrebbe mai essere assunto senza la prescrizione e la visita del medico. Tuttavia, in alcuni casi può essere necessario chiamare un medico a domicilio o recarsi al pronto soccorso o guardia medica. Questo è consigliabile se si ravvisano dolore forte o pressione al petto, se si hanno grosse difficoltà respiratorie, ma anche labbra viola o convulsioni. Anche nel caso di diarrea e vomito persistente è bene recarsi da un medico. Ovviamente, nel caso dei bambini, anziani o soggetti con altre patologie, si tratta di una vera raccomandazione quella di andare al pronto soccorso.

Complicanze

Come abbiamo detto al principio, solitamente, nei soggetti sani l’influenza ha un decorso benigno e si risolve nel giro di 7-10 giorni. Purtroppo però non è così per tutti. Ci sono dei soggetti che presentano altre patologie, immunodepressi, anziani, bambini, che possono trovarsi ad avere complicanze anche gravi. Per tutti questi soggetti è caldamente raccomandato il vaccino antinfluenzale che ogni anno viene prodotto sulla base dei virus in circolazione e protegge quindi in modo mirato per quella specifica influenza, o meglio proprio per quei virus che sono attesi nel periodo di picco. Il vaccino deve essere somministrato qualche mese del picco, attorno a ottobre o novembre e può essere richiesto direttamente al proprio medico. Per alcune categorie il vaccino è assolutamente gratuito, come per le persone di età superiore ai 65 anni. Sarà comunque il medico curante a effettuare una visita e a consigliare, eventualmente, la prevenzione vaccinale. Il vaccino funziona? In generale sì, in pochi casi si può comunque contrarre l’influenza, per cui se si è nelle categorie a maggior rischio è comunque bene evitare le situazioni più esposte al contagio.

Tra le complicanze più gravi si segnala la polmonite, bronchite, infezioni del’orecchio e peggioramento delle malattie croniche, come l’asma, disturbi cardiaci, insufficienza epatica o renale. Le persone più esposte al contagio sono gli anziani sopra i 65 anni di età, i bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza, chi soffre di disturbi neurologici o malattie cardiache, polmonari, malattie del sangue, nefropatie, disturbi metabolici ed endocrini, obesi.

Attualmente il vaccino può essere somministrato durante la gravidanza e, secondo gli studi, protegge la mamma e il piccolo per i primi mesi dopo la nascita, tuttavia è sempre bene valutare, caso per caso, assieme al proprio ginecologo.

Cosa fare se viene diagnosticata l’influenza

influenza bambiniDurante la stagione invernale è facile contrarre qualche virus che può dare sintomi simili all’influenza, ma più blandi. Ai primi sintomi si deve fare una visita dal medico per sapere se si tratta davvero di virus influenzale o di altri tipi di virus, come i rinovirus, per esempio, quelli che causano – per intenderci –  il raffreddore. Sebbene in questo caso si tratti di sintomi molto simili, è possibile diagnosticare l’influenza sulla base di altri sintomi che prescindano dalle vie respiratorie, quindi indolenzimento dei muscoli, tosse secca e febbre.

A questo punto ci verrà prescritta una cura che di solito, nei casi non a rischio, è semplicemente riposo per almeno una settimana. Come detto le terapie antibiotiche non sono indicate, dato che si tratta di virus e non di batteri. Si possono invece trattare i singoli sintomi, per esempio la febbre, per la quale verrà prescritto del paracetamolo all’occorrenza, o pastiglie per il mal di gola, o delle terapie con aerosol, infine degli antivirali. Assolutamente vietato il fai da te, anche per i medicinali da banco, se si soffre di ulteriori patologie, è bene sempre chiedere il parere del medico. Via libera invece, a meno che non si sia diabetici, a una bella tazza di latte con miele che non è curativo, ovviamente, ma che lenisce il fastidio.

Le persone contagiate, con o senza febbre, dovrebbero stare a casa in primis per la loro salute, e poi per evitare di contagiare gli altri. Si dovrebbe comunque, come buona regola, sempre indossare una mascherina nei luoghi affollati o utilizzare un fazzoletto. Mettere sempre le mani davanti alla bocca e al naso quando si starnutisce o si tossisce. Lavarsi le mani è anch’essa una regola che si dovrebbe seguire. Evitare i contatti con bambini molto piccoli, a meno che non sia la mamma, ma nel caso non stia allattando al seno è comunque bene usare delle precauzioni per non contagiarli. Stesso discorso vale se si ha a che fare con soggetti immunodepressi come malati oncologici o che stanno seguendo terapie chemioterapiche.

Per riprendersi più rapidamente è assolutamente necessario riposare molto e bene. Si deve dormire il giusto numero di ore e ci si deve sforzare di alimentarsi nel modo corretto. Se si ha la febbre si deve bere molto.

Influenza in agguato… I consigli del medico

    Mantenere una buona igiene personale, lavarsi spesso e sempre le mani dopo starnuti e dopo aver pulito il naso, ventilare spesso gli ambienti chiusi, evitare gli ambienti affollati e l’uso promiscuo di stoviglie, asciugamani ed indumenti con i soggetti provenienti dalle aree geografiche a rischio o che recentemente hanno manifestato sintomi di tipo influenzale.
    Nel caso dei bambini è importante: pulire bene i loro giochi; insegnare a coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce, far mantenere le mani pulite, fare utilizzare sapone liquido per lavarsi le mani e fazzoletti di carta per asciugarsi.
    Alla comparsa dei sintomi influenzali, non è necessario rivolgersi all’Ospedale, ma invece è utile consultare anche telefonicamente il proprio Medico di fiducia, che potrà affrontare al meglio qualsiasi problema.
    Se avete un episodio febbrile, non allarmatevi, ma consultate il vostro Medico.
    È utile sempre avere in casa del Paracetamolo, farmaco acquistabile in farmacia senza ricetta, che può risolvere l’episodio febbrile in breve tempo. Se invece la febbre dovesse persistere per più di 48 ore, consultate il vostro Medico per le ulteriori cure necessarie.
    Prima di assumere un antibiotico consultate il vostro medico che, visitandovi, potrà stabilirne la reale necessità.
    Non è necessario praticare alcun test diagnostico per riconoscere il virus dell’influenza di quest’anno, poiché non ha alcuna utilità ai fini della cura e della guarigione della malattia.
    La sindrome influenzale in arrivo è assolutamente identica come sintomi e decorso alla Influenza Stagionale, pertanto il riposo a casa ed un sufficiente periodo di convalescenza , eviterà le ricadute ed ulteriore diffusione della malattia.

    Quando è il picco dell’influenza

    Il picco dell’influenza è stato nei mesi scorsi, tra  dicembre e gennaio, ma anche a febbraio si sono registrati casi di “parainfluenza” ovvero di tutti quei sintomi che vengono definiti parainfluenzali. Stiamo parlando di sintomi causati da virus che non sono aggressivi come quelli dell’influenza vera e propria, ma che possono comunque dare seri disturbi. Tra questi il rotavirus, che provoca una sorta di gastroeneterite, pericoloso nei bambini piccoli e per il quale esiste un vaccino, ovviamente non immunizza per sempre e va ripetuto, ma anche la malattia non da immunizzazione in questo caso. Adenovirus e rotavirus sono molto frequenti e lo sono stati anche in questo 2017. L’influenza quest’anno ha messo a letto oltre 4 milioni di italiani. Nel caso di questi virus i sintomi sono meno importanti rispetto a quelli dell’influenza vera e propria. Si segnalano tra questi tosse, mal di gola, congestione nasale, febbre lieve, nausea e vomiti, diarrea.

    Siamo davvero al sicuro durante i mesi estivi?

    La brutta notizia è che durante l’estate non siamo al sicuro. Se da una parte non possiamo parlare di vera e propria influenza come quella dei mesi invernali, dall’altra, lo sbalzo di temperature e lo stress accumulato durante l’inverno, possono mandare in tilt il sistema immunitario. Siamo così più fragili e più esposti ad avventi avversi,  dato che i virus circolano comunque. Se ci si è vaccinati durante la stagione invernale si dovrebbe essere più protetti, tuttavia è bene non esporsi troppo a rischi se si soffre di malattie particolari. Il consiglio è quello di bere molta acqua, mangiare frutta e stare il più possibile al fresco senza esporsi a correnti.