Tumore al seno: tutto quello che c’è da sapere

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Lo scorso anno i casi di tumore al seno registrati sono stati 51 mila di cui ,l’1% nei soggetti di sesso maschile. Questo nonostante il carcinoma mammario sia il tumore più diffuso nelle donne: 1 tumore maligno su 3 è un tumore al seno, nella percentuale del 29%. La fascia d’età più colpita è quella sotto i 40 anni, per il 41%, percentuale che si abbassa al 35% tra i 50 a i 69 anni e a 21% dopo i 70 anni. Ma come si riconosce, come si previene e come si cura un tumore al seno?

Tumore al seno, di cosa si tratta

Il tumore al seno è una forma neoplasica. Si tratta di cellule che crescono in modo incontrollato. Le cellule malate possono formarsi in tutti i tipi di tessuti del seno, ma prevalentemente i tumori si formano nelle cellule ghiandolari, quindi nei lobuli, o in quelle che costituiscono la parete dei dotti galattofori. Sostanzialmente, i tumori al seno si dividono in due macro-categorie: quelli invasivi e quelli non invasivi.

La classificazione di questa tipologia di tumore individua 5 stadi:

tumore al seno 2Stadio 0: viene chiamato anche carcinoma in situ. Quello lobulare in situ non è un tumore aggressivo, tuttavia può rappresentare un fattore di rischio per successive formazioni maligne. Il Carcinoma duttale in situ, invece, viene considerato come una forma precancerosa più che un vero tumore e può regredire spontaneamente grazie all’azione del nostro sistema immunitario.

Stadio I: si tratta di un cancro in fase iniziale con una grandezza del diametro inferiore ai 2 cm e che non coinvolge i linfonodi.

Stadio II: cancro in fase iniziale, sempre inferiore ai 2 cm di diametro, ma che ha coinvolto i linfonodi, oppure con un’ampiezza del diametro maggiore di 2 cm ma che non ha coinvolto i linfonodi.

Stadio III: in questo caso si parla di tumore localmente avanzato e che può quindi avere delle dimensioni variabili, che ha coinvolto i linfonodi localizzati sotto l’ascella o che coinvolge altri tessuti in prossimità del seno.

Stadio IV: si tratta di un cancro in metastasi e che ha quindi colpito altri organi.

Percentuali di sopravvivenza

Quando si parla di tumore al seno è molto importante parlare delle percentuali di sopravvivenza. Infatti, fortunatamente, oggi nella maggior parte dei casi è possibile sopravvivere a questa tipologia di tumore.

Nello specifico, quando il tumore è allo Stadio 0, la sopravvivenza ai 5 anni è, nelle donne, del 98%. La percentuale si abbassa al 75% se sono coinvolti i linfonodi. Per quanto riguarda il cancro in metastasi, quindi stiamo parlando del IV Stadio, mediamente la sopravvivenza è di 2 anni in quelle pazienti trattate con la chemioterapia, ma si può arrivare anche a 10 anni.

Come si riconosce il tumore al seno

Purtroppo l’insorgenza del tumore al seno è asintomatica. Questo significa che nelle primissime fasi non ci si accorge di avere un cancro. L’unico modo per saperlo è la prevenzione che viene effettuata con gli esami di screening.

Quando il tumore è più avanzato, invece, si possono notare segnali come alterazioni dei capezzoli, all’interno o all’esterno, perdite da un solo capezzolo, mutamento della superficie e del colore della pelle o della forma del seno. In tutti questi casi è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico. Per i pazienti che non vogliono attendere i tempi della sanità pubblica è utile contattare la guardia medica Roma, un servizio a domicilio disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Come si effettua la diagnosi

La diagnosi del tumore al seno si effettua mediante mammografia, ecografia, visita senologica. Si può richiedere una radiografia a domicilio del seno, molto utile nel caso di soggetti allettati o con disturbi deambulatori e psichici.

Nei casi più dubbi, quindi quando il seno presenta una struttura molto densa, è più utile una risonanza magnetica. Se il medico sospetta qualcosa può richiedere una biopsia per effettuare un esame citologico o microistologico.

Come si previene e come si cura il tumore al seno

Un ruolo molto importante, come abbiamo visto, lo gioca la prevenzione. Per prevenzione s’intende l’effettuazione di screening mammografici , consigliati dal Ministero della Salute dai 50 anni, a meno che non vi sia familiarità col tumore, in questo caso dai 40 è bene effettuare una mammografia ogni 2 anni; un’ecografia è invece consigliata alle donne più giovani, accompagnata da una visita manuale.

Se viene diagnosticato un tumore al seno ci si dovrà sottoporre a una cura idonea a seconda dello Stadio. Tra le cure consigliate vi sono la radioterapia e la chemioterapia, oltre alle nuove cure ormonali e biologiche. Grazie alle innovazioni in campo medico, oggi si tende a effettuare interventi chirurgici sempre meno invasivi e a conservare il capezzolo qualora sia necessario asportare il seno con una mastectomia.

Nei casi meno gravi si effettua la quadrantectomia, ovvero, l’asportazione di un quadrante localizzato attorno al linfonodo.

Anche la dieta è importante

Si è inoltre rilevato che la dieta è molto importante. Per prevenire il tumore al seno si dovrebbe mangiare molta frutta e verdura, privilegiare il pesce tra le proteine animali, inserire nella dieta una buona porzione di cereali e fibre e diminuire il consumo di latticini.

Chi è predisposto geneticamente a questo tipo di tumore deve sottoporsi allo screening ed eventualmente effettuare dei test genetici.